Alphakappa

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Il Powermat comincia a essere commercializzato anche in Europa, inclusa l’Italia, dove la base costa 89€ o 99€ e gli adattatori 34€ o 39€. Se avete capito come funziona, io mi pongo e vi pongo alcune domande (retoriche):

1 – Perché “senza fili”, quando in realtà il filo da attaccare alla corrente non è sparito?

2- Perché è più pratico, quando invece di portarmi 3 aggeggi piccoli me ne devo portare uno più grande?

3- Chi spende 100$ per comprare la base, più altri 30$ per comprare gli adattatori da attaccare all’oggetto da ricaricare? Se compro una PSP o un iPod, devo mettere in conto che questo sistema di ricarica mi costerà quasi quanto la PSP o l’iPod.

Quello della ricarica per induzione magnetica attualmente è un bel mito (o una bella sfida), anche perché questa soluzione di Powermat prevede il contatto tra i dispositivi.

Al MIT si tenta di restituire la vista a ciechi

Pubblicato da: AlphaKappa su: Settembre 25, 2009

…Chi vi ricorda? :)

A parte gli scherzi, gli ingredienti per il miracolo sono: un paio di occhiali, una videocamera, un paio di minuscole antenne e un chip da impiantare nell’occhio. Gli occhiali contengono la minuscola videocamera che, attraverso una delle due antenne, trasmette dati all’antenna ricevente collegata al chip impiantato. Tale chip elabora le immagini e invia gli stimoli al cervello.

Il sistema non restituirà completamente la vista, ma consentirà ai ciechi quanto meno di muoversi all’interno di una stanza, riconoscere i volti e trarre vantaggio da una migliore attività sociale.

(Via Wired US)

Come utilizzare Spotify in Italia [Programma per ascoltare musica gratis]

Pubblicato da: AlphaKappa su: Settembre 21, 2009

Oggi ti parlo di Spotify, un software che mi ha davvero molto impressionato e che probabilmente, nel corso del 2010, cambierà radicalmente il modo di fruire della musica. Spotify offre accesso online a un grande database di brani musicali, in costante espansione e aggiornamento. Se disponi di una connessione a internet puoi ascoltare, gratis e legalmente, la musica dei tuoi artisti preferiti, al solo costo dell’ascolto di un messaggio pubblicitario (una decina di secondi ogni tre o quattro canzoni) e della visione di un banner pubblicitario all’interno del programma – fra vari in rotazione e per altro non troppo invadenti. Se vuoi saperne di più comincia da questo video e dal suo sito web.

Tutto bello? No, purtroppo! Spotify è infatti disponibile solo nel suo paese di “nascita”, la Svezia, e inoltre in Norvegia, Finlandia, UK, Francia e Spagna, quindi non in Italia. E’ tuttavia possibile ovviare a questo problema registrando un account e scaricando il programma attraverso un proxy con indirizzo IP britannico, come spiegato in questa guida.

Spotify è molto fluido e niente affatto pesante (circa 34 MB di RAM) e si presenta con un’interfaccia gradevole, pulita ed essenziale, che ricorda quella di iTunes. E’ presente anche un box in cui effettuare la ricerca del nome della band, dell’album o della canzone che ti interessa. E’ inoltre possibile creare e salvare le playlist personalizzate e aggiornare i brani ascoltati sul profilo di Last.fm, se ne hai uno. Oltre a queste funzionalità base, Spotify mette a disposizione dei riquadri in cui vengono riportate alcune informazioni sull’artista o la band e sulla sua biografia. In più, come Last.fm, permette di scoprire artisti simili e di ascoltare le radio che trasmettono musica dello stesso genere di quella che stai ascoltando. La qualità dell’audio è elevata: circa 160 kbps per i brani trasmessi col servizio free e 320 kbps per i brani trasmessi col servizio premium a pagamento. Se vogliamo trovare delle pecche, queste sono la mancanza di un equalizzatore e l’inesistenza di funzioni “social”, ma bisogna anche sottolineare che il programma è ancora a una versione beta.

Di Spotify esiste anche un’applicazione per iPhone (e una per Android), ma è disponibile solo ai possessori di un account premium e scaricabile solo dall’app store dei sei paesi citati in  precedenza.

Per concludere, riporto alcune altre risorse:

Problemi con Skype, il video si blocca

Pubblicato da: AlphaKappa su: Settembre 19, 2009

Se hai la versione 4.1 di Skype (specialmente la 4.1.0.166 del 3 Settembre) e il video si blocca mentre fai una videochiamata, non sei il solo: è un bug del programma. E’ consigliabile fare il downgrade alla 4.0.0.226, sebbene a me sia bastato ritornare alla 4.1.0.141 del 22 Luglio.

Puoi trovare le versioni precedenti a http://www.oldapps.com/skype.php?old_skype=84.

Did you know 4.0

Pubblicato da: AlphaKappa su: Settembre 17, 2009

Particolarmente emozionanti le ultime frasi:

“Nel 2020 i dispositivi mobili saranno gli strumenti primari di accesso a Internet nel mondo.”

“Oggi il computer nel tuo cellulare è un milione di volte più economico, mille volte più potente e circa cento volte più piccolo di un computer al MIT nel 1965.”

“Quindi ciò che un tempo stava in un edificio, ora sta nella tua tasca; ciò che adesso sta nella tua tasca, tra 25 anni starà in una cellula di sangue.”

eBook di Asus a 100£ in arrivo?

Pubblicato da: AlphaKappa su: Settembre 8, 2009

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Proprio l’altro giorno ho dedicato un post al prezzo eccessivo degli eBook reader attualmente in commercio ed ecco ora che Asus esce allo scoperto con la notizia (fonte: Times Online) che per la fine dell’anno presenterà un suo reader al prezzo di 100£ (circa 115€). C’è da essere quasi sicuri che un tale prodotto spariglierà le carte e rivoluzionerà il mercato, così come fece la linea di netbook eeePc della stessa casa taiwanese.

L’eBook reader di Asus (eeeReader?), a differenza degli altri, avrà due display ripiegabili — proprio come le due facciate di un libro — uno dei quali potrà essere utilizzato anche con le funzionalità di un netbook. Potrebbero inoltre essere previsti una webcam, un microfono e degli speaker in modo tale da poter effettuare, ad esempio, chiamate attraverso Skype. L’articolo del Times però non specifica se l’eBook di Asus sarà fornito di tecnologia 3G o solo di Wi-fi.

Siamo ancora lontani dalla “democratizzazione” dell’eBook, ossia dall’auspicata fascia 50$-100$ (circa 35€-70€), ma la mossa di Asus va senz’altro verso il raggiungimento del mercato di massa.

e-Book reader: OK, il prezzo (NON) è giusto!

Pubblicato da: AlphaKappa su: Settembre 4, 2009

Personalmente ne sono convinto da tempo, quindi mi fa molto piacere scoprire che, secondo una ricerca di Forrester condotta su un campione di 4700 consumatori online negli USA, un e-Book reader dovrebbe costare fra i 50$ e i 99$, molto al di sotto del prezzo attuale del più economico di questi oggetti (uno diffuso è quello di Sony che costa 199$).

Purtroppo avere e-Book a un prezzo accettabile non sarà questione di pochi mesi. Il componente più costoso infatti è il display EPD, peculiare degli e-Book reader: tale tecnologia consente un notevole risparmio energetico — quindi superiore durata della batteria — e dà quasi la sensazione di leggere un foglio di carta stampata, affaticando poco la vista (si parla di display a “inchiostro elettronico”). Al mondo una sola azienda, la E-Ink, controlla gran parte della tecnologia e del mercato dei display EPD che vanno ad equipaggiare ad esempio il Kindle, il Sony Reader, il Cool-er e il Plastic Logic reader. Si capisce come mai, nonostante i costi di produzione di tali display sicuramente beneficeranno dell’incremento dei volumi di produzione, non è detto che i prezzi caleranno in maniera proporzionale.

(Via)

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Indovinello: Cosa fa la gente quando Gmail è down?

Pubblicato da: AlphaKappa su: Settembre 3, 2009

Va su Twitter a cercare conferme della defaillance di Gmail e…

…Tira giù Twitter che, poverino (di suo non gode di ottima salute), si vede aumentare il traffico. :)

As most know, Gmail has had hiccups today and as I write this, is down. While I used to visit blogs for more information when sites like Gmail, YouTube or Facebook stop working, Twitter has become my go-to source for information on how widespread the problem is and what’s being done to fix it. I save my visits to the blogs for later if I need context. However, this only works when Twitter  stays up, and right now, I’m spotting the fail whale.

(Via)

Si possono fare soldi con Twitter?

Pubblicato da: AlphaKappa su: Settembre 1, 2009

Secondo Dell, sì. E dicono che dal 2007 a oggi più di $2 milioni di fatturato siano imputabili all’attività su Twitter (@DellOutlet). A patto di crederci…

There was some buzz back in December around Dell generating over $1 million in revenue by posting offers and responding to questions on Twitter.com/DellOutlet—there’s still mention of it on Twitter even today.  Since we started back in 2007, we’ve earned more than $2 million in revenue at@DellOutlet, attributed directly to our Twitter activity.

We’ve surpassed $2 million in revenue in terms of Dell Outlet sales, but we’re also seeing that it’s driving interest in new product as well. We’re seeing people come from @DellOutlet on Twitter into the Dell.com/outlet site, and then ultimately decide to purchase a new system from elsewhere on Dell.com. If we factor those new system purchases that come from @DellOutlet, we’re actually eclipsed $3 million in overall sales.

Qualcosa da dire? Contattami qui!

thealcoblog @ gmail.com

Alessandro

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