Alphakappa

"La fossa di Roma"

Posted by: AlphaKappa on: Novembre 6, 2007

 

(Via Sandro Ruotolo)

Sono stato incerto se scrivere sulla crisi di Roma dopo l’orrendo omicidio di Tor di Quinto. Tutti hanno detto la loro. Destra, centro e sinistra. Mi ha scioccato quello che è accaduto subito dopo, con la decisione di mandare le ruspe nel campo rom e il raid punitivo fascista di Tor Bella Monaca. Ma poi mi ha scritto Jennifer, una ragazza nordafricana che legge questo blog e ho deciso di pubblicare le sue riflessioni che riguardano anche il nostro lavoro di giornalisti. Lei se la prende con i colleghi di Repubblica che scoprono “la fossa di Roma” solo dopo questi orrendi fatti. Non mi voglio autoassolvere ma penso che tutti dovremmo riflettere su cosa sia oggi il giornalismo d’inchiesta. Noi di Annozero siamo solo due ore settimanali di un palinsesto che dura sette giorni a settimana, 24 ore al giorno. Per sgombrare il campo dagli equivoci, io penso che Veltroni e il centrosinistra arrivino in ritardo sulla questione sicurezza. Penso che occorra anche il livello repressivo (il campo che hanno raso al suolo dopo l’omicidio della signora Reggiani dove sopravviveva il presunto assassino se era abusivo e illegale andava distrutto prima  trovando una sistemazione per coloro che ci vivevano). Penso che il clima xenofobo non sia da sottovalutare ma che occorra una forte iniziativa politica. Penso che Gianfranco Fini sia definitivamente tornato ad essere il leader del Msi.Ma ecco cosa scrive Jennifer: ” Io sono una 20enne africana cresciuta a Tor Bella Monaca. Ho letto l’articolo su La Repubblica del 4 novembre e dopo l’iniziale indignazione mi è venuto da ridere. Questo è il vostro lavoro? Sparare a zero con magnifica eloquenza cavalcando l’onda delle facili emozioni? A Tor Bella non esiste senso civico, i vigili non girano per le strade con la puerile scusa di aver paura, gli anziani sono abbandonati a se stessi, non ci sono piste ciclabili, i ragazzini spacciano, i bambini bidonano la scuola per girare sui mezzi di trasporto perennemente in ritardo, gratis come gli adulti, senza che ci sia un controllore. I tanti cani randagi sporcano le strade già schifose e spaventano la gente. Ma non è una novità. E’un quartiere di cui il Pd si è ricordato quando aveva bisogno di voti, mettendo addirittura uno stand per le primarie| Eppure non c’è nessuno che organizzi in piazza una conferenza, per dire, sulla legalità. Nessuno che si interessi della scuola in via dell’Archeologia per esempio. Veltroni, anziché fare un mea culpa, si arrabbia con Bucarest. Ma voi glielo avete chiesto al signor sindaco, cosa ha fatto davvero per le periferie quando è ritornato dall’Africa, dopo essere passato a raccattare i voti per la sua prima elezione? Il parco di cemento con due alberi? O cos’altro? L’autobus numero 20 che finalmente collega Tor Bella Monaca all’Anagnina? E’ questo ciò di cui la gente ha bisogno? Non un solo giornalista si è mai degnato di andare a girare per questi quartieri malfamati e degradati che in Italia sono molti. Fate la fila per raccogliere inutili pseudo-confronti fra politici e politologi che si sono persi nelle loro stesse arcaiche ideologie. Accorrete per sapere di che forma era la macchia di sangue sull’abito di Chiara Poggi. Ma chi di voi è andato da Veltroni a chiedergli: come mai il commissariato di Tor Bella Monaca ha un solo computer per altro vecchio? Perché girano di rado i poliziotti? Perché la gente non si fida della legge e riuscire a terminare gli studi pare un miracolo? No, meglio di no. Ma chi ve lo fa fare questa fatica quando lui dalle sue conferenze vi fornisce già il titolo del vostro prossimo pezzo? Ci voleva il morto perché scopriste quella che Repubblica definisce “una Roma che sembra una fossa (…) un pezzo d’Italia in provincia di Bucarest”? Una sera mia madre e mio fratello di 9 anni sono stati insultati e picchiati sul 59 da un gruppetto di ragazzi italiani al suono di “brutti negri, andatevene via”. Vi posso assicurare che, di “negri” a Tor Bella Monaca  se ne contano sulla punta delle dita perciò non si tratta di un pattugliamento fai da te, ma di mal costume, violenza gratuita. Ineducazione. Non metto in dubbio la gravità delle azioni commesse da parte di molti rumeni o extracomunitari. Mi da fastidio che siano il capro espiatorio del collasso della società quando la prima causa é la mala gestione delle risorse destinate alla tutela del cittadino”.

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Alessandro

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