Posted by: AlphaKappa on: Febbraio 21, 2008
Open Acces, Calabrò, Bernabè, Telecom Italia, Separazione Rete, Telecomunicazioni
Insomma, Open Access secondo alcuni è una bufala.
Telecom Italia ha varato una riorganizzazione delle attività che prevede la creazione di una divisione autonoma e separata dalle funzioni commerciali per gestire la rete d’accesso del Gruppo. La struttura si chiamerà «Open Access» e dipenderà dalla nuova direzione Technology & Operations, affidata a affidata a Stefano Pileri. L’obiettivo della riorganizzazione è di aumentare l’efficienza, sviluppare l’innovazione, ridurre i costi e dare maggiore trasparenza alla rete d’accesso. [...]
La direzione Technology & Operations è articolata in quattro strutture. Oltre a Open Access, figurano «Network», «Information technology» e «Technical infrastructures». Open Access garantirà sviluppo e manutenzione delle infrastrutture della rete di accesso, il presidio dei processi di delivery (attivazione) e assistenza dei servizi relativi. La nuova struttura Open Access dovrà gestire in modo indipendente e trasparente la rete d’accesso. La divisione avrà il compito di assicurare agli altri operatori e ai clienti interni un servizio sempre più efficiente e in linea con le aspettative del mercato, e con le indicazioni più volte espresse dall’Autorità per le comunicazioni, all’interno di un percorso che la stessa Autorità per le telecomunicazioni ha già delineato. L’attività sarà completamente autonoma e separata da quella delle funzioni commerciali.
Nell’ottica della separazione della rete, che Corrado Calabrò a metà ottobre 2007 annunciava come imminente – “Spero entro fine anno” -, una divisione aziendale (seppur separata nelle funzioni commerciali) non è proprio una nuova società. Questa Open Access può essere interpretata o come la moderata e graduale transizione verso la creazione di un vero e proprio asset oppure come una gran bella bufala, a seconda di come si veda il bicchiere.
I fatti sono che nel 2008 si continua a parlare di separazione, ma la separazione non c’è. E l’italia arranca nello sviluppo delle telecomunicazioni e nella liberalizzazione vera del mercato.